#76 | La riforma del catasto si farà

Lo sapevi che… la riforma del catasto si farà?

Dal 1° febbraio debutta “Sit” il nuovo sistema integrato del territorio, dell’Agenzia delle Entrate.

Si tratta della nuova piattaforma digitale del Catasto, con la quale è possibile consultare online i dati di 74 milioni di immobili in tutta Italia.

I pro: si attendeva da anni una procedura digitale per cui tutti, professionisti e non possono consultare liberamente atti, valori catastali, mappe, informazioni fiscali, immagini satellitari. L’ Agenzia delle Entrate ha precisato che l’obiettivo era quello di avere un’infrastruttura tecnologica di ultima generazione a disposizione di cittadini e pubblica amministrazione.

Contro: se vogliamo, questa è l’anticamera della riforma del Catasto, di cui si parla da tempo, per cambiare la fiscalità sugli immobili.

Ma facciamo un breve excursus: oggi i valori fiscali si basano sulle rendite catastali, che sono ancor quelle definite alla fine degli anni ’80 e per cui si considerano i vani.

La riforma prevede:

📌un nuovo calcolo considerando i metri quadrati e quindi all’effettivo valore commerciale,

📌introduzione di una nuova classificazione per la destinazione d’uso dell’immobile,

📌ridefinizione di meccanismi per il riconoscimento di immobili storici e artistici.

Quindi cosa cambierebbe?

Chi possiede casa si renderà ben conto di come cambia la fiscalità sulla sua abitazione o sulle sue abitazioni se il valore catastale si sostituisse a quello commerciale.

Le tasse potrebbero raddoppiare.

Ora, sappiamo che gli immobili ogni anno fruttano allo stato un gettito fiscale di 41 miliardi di euro.

Sappiamo anche che il patrimonio immobiliare italiano è pari al 60% dell’intera ricchezza delle famiglie, circa 6.000 miliardi.

Si stima che mediamente il valore catastale, moltiplicato per i fattori forniti dal legislatore in fase di tassazione per determinare la base imponibile su cui applicare l’aliquota, sia mediamente 2-2,5 volte più basso del valore di mercato.

A voi i conti.

Ecco perché sarà sempre più necessaria una attenta valutazione sul patrimonio immobiliare, per comprendere se quella casa in campagna che ho ereditato, quell’appartamento in affitto, per cui non sto percependo alcun compenso, siano ancora una buona diversificazione oppure solo un costo.

Ultima riflessione: sarà l’ultima riforma mascherata da patrimoniale?