#115 | L’AZIENDA HA MOLTI VANTAGGI SE I DIPENDENTI ACCETTANO FORME DI PREVIDENZA COMPLEMENTARI

Lo sapevi che… L’azienda ha molti vantaggi se i dipendenti accettano forme di previdenza complementari?

In questi primi mesi dell’anno ho sentito più di una cliente imprenditrice, che mi ha confessato di essere alla ricerca di nuovo personale, perché alcuni storici dipendenti si erano licenziati.

Ora, dipende da quanto personale è composta l’azienda, ma se due o tre persone si licenziano nel giro di poco tempo, il datore di lavoro potrebbe trovarsi davanti ad una fuoriuscita di liquidità anche importante, se i dipendenti hanno mantenuto il TFR in azienda.

Il TFR è ancora visto con scetticismo, diffidenza e con errate convinzioni dal dipendente, da un lato, ma anche il datore di lavoro, talvolta non ha ben compreso quali sono i vantaggi dell’una o dell’altra opzione.

Alcune aziende utilizzano queste risorse come un auto finanziamento a basso costo, al quale non intendono rinunciare e ritengono che passare alla previdenza complementare la destinazione del TFR, implichi un maggior costo a suo carico. 

Facciamo un po’ di chiarezza.

L’azienda accantona il 6,91% della retribuzione lorda annua per il TFR, ed ha due alternative: mantenerlo in azienda o versarlo nei fondi pensione privati dei dipendenti.

Il TFR, per l’azienda, è un debito, non liquidità a buon mercato. Ed ogni volta che un dipendente si licenzia, vedrà le proprie finanze appesantirsi dall’esborso di quanto dovuto. Ecco perché questa liquidità non deve essere utilizzata per pagare fornitori e spese correnti.

Quali sono i vantaggi che l’azienda ha, nel versare i flussi di TFR dei dipendenti alla previdenza complementare?

-esenzione versamento al fondo di garanzia INPS- ogni impresa versa lo 0,20% del monte retributivo lordo al fondo di garanzia INPS, a meno che i dipendenti versino presso fondi forme di previdenza complementare. 

-esenzione rivalutazione annua TFR- ogni datore di lavoro deve rivalutare la quota annua di TFR maturata e trattenuta in azienda, dell’1,5% + il 75% della variazione dell’indice dei prezzi di consumo (inflazione). Se il TFR è destinato su fondi pensioni esterni, non è dovuto.

-deduzione dal reddito di impresa- la legge prevede che l’impresa possa dedurre dal reddito di impresa il TFR destinato a previdenza complementare in misura pari al 4%, o 6% se ha meno di 50 dipendenti.

-riduzione oneri impropri- altra misura compensativa riguarda la diminuzione del costo del lavoro dello 0,28%delle RAL, per assegni familiari, maternità e disoccupazione.

Facciamo un esempio pratico per semplificare e quantificare il vantaggio.

Azienda di 20 dipendenti che versa TFR alle forme di previdenziali complementari.

Costo reale per l’azienda: costo medio retribuzione 25.000€/anno per dipendente

= 500.000 €

L’azienda accantona il 6,91% quindi 34.550€. COSTO EFFETTIVO

Se viene trasferito ai fondi pensione dei singoli dipendenti cosa accade?

1° esenzione 0,20% sul montante totale (500.00€) = 1.000€

2° esenzione la rivalutazione, quindi 1,5% + 75% dell’inflazione. Ipotiziamo un’inflazione media degli ultimi 10 anni pari allo 0,71% (bada bene che oggi l’inflazione ha ripreso a correre, quindi attenzione). Il 75% dell’incremento è 0,53%, quindi totale 2,03% da applicare su 34.550 = 497,52€.

3° deduzione del 6% del TFR dal reddito impresa. Su 34.550 = 2.073 €. Essendo l’aliquota IRES al 24%, il risparmio effettivo è 497,52 €.

4° riduzione oneri sociali per lo 0,28% sulle retribuzioni lorde annue = 1.400 €

RECAP: 1.000 + 701,37 + 497,52 + 1.400 = 3.598,89 € 
=RISPARMIO ANNUO PER L’AZIENDA = 10,42% SUL TFR ANNUO ACCANTONATO 

Infine, se oltre al TFR, l’azienda versasse al proprio collaboratore un importo aggiuntivo (premio produzione), questo non subirebbe la trattenuta INPS del 23,81%, ma un contributo di solidarietà del 10%, con un risparmio fiscale notevole.

Per ogni 1.000€ di premio al lavoratore, all’azienda ne restano in tasca 900€, anziché 761,90€.

So che ho dato un po’ di numeri, ma questi numeri devono far riflettere, perché un buon consulente finanziario non ha potere di far aumentare i ricavi di un’azienda, ma può aiutarlo ad ottimizzare i costi.

Sono come sempre a disposizione per personalizzare la riflessione.